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09/08/10

L’impresa in Groenlandia è riuscita

La montagna si chiama Grundtvigskirken

“Siamo tutti in un certo qual modo senza parole, stavamo vicini l’uno all‘altro, la superficie della vetta è di circa quattro metri quadrati“, così descrive Roger Schäli le proprie emozioni. Dall’inizio alla cima, la big wall misura esattamente 1325,5 metri. Il tragitto è stato percorso in 40 tiri, di cui 39 in stile libero e in stile Rotpunkt.

Il team alpineXtrem
Il team della spedizione è composto dai componenti del team alpineXtrem SALEWA Daniel Kopp (A), Roger Schäli (CH) e Simon Gietl (I), dal gestore del campo base Jost von Allmen e da Thomas Ulrich, fotografo, capo della spedizione e alpinista. Il gruppo si è incamminato nella Groenlandia orientale per scalare una big wall alta 1325,5 metri e completamente verticale.

Prima di partire c’è tanto da fare
Reperire tutto il materiale è una vera e propria sfida. Per poter scalare la big wall alta 1325,5 metri, ci vogliono tante attrezzature. Già solo il materiale che l’alpinista porta con sé per l’arrampicata pesa 120 chilogrammi. Non c’è spazio per il lusso nei bagagli!

Zurigo – Copenhagen – Reykjavík – Kulusuk – Constable Point

Con un bagaglio di 200 chili il team della spedizione effettua il check-in all’aeroporto di Zurigo. Altri 250 chili di attrezzatura alpinistica e per il campo base sono già stati spediti in Islanda con FedEx. Dopo lo scalo intermedio a Reykjavik, il team vola a Kulusuk nella Groenlandia orientale, proseguendo da lì in direzione Constable Point, un punto di appoggio disabitato, dove ci sono solo sei hangar e una pista di atterraggio in terra battuta. Thomas mette in funzione i due gommoni Zodiac, Jost cerca di creare il collegamento verso il mondo esterno, e Simon, Daniel e Roger ripongono il materiale in zaini stagni, preparando inoltre le porzioni giornaliere di cibo per le due settimane successive.

Gli alpinisti sono anche  navigatori
Tutti i dettagli sono stati verificati, i bagagli si trovano nei gommoni. I partecipanti alla spedizione lasciano Constable Point sfrecciando verso la montagna. Da subito sono lasciati a se stessi, e subito si presentano le prime complicazioni. Dopo soli 50 chilometri di viaggio per mare, si arenano nella terra di nessuno. Uno dei due gommoni infatti non funziona correttamente. Dopo aver gonfiato nuovamente i gommoni con la pompa manuale e aver distribuito diversamente i bagagli, i gommoni riprendono a sobbalzare sulle onde. Gli alpinisti-navigatori si bagnano fino al midollo. I motori da 60 CV consumano parecchio carburante e il team deve continuamente attraccare per riempire le taniche di benzina. I gommoni passano davanti a enormi montagne di ghiaccio. Una di queste crolla pochi secondi dopo il passaggio dei due gommoni. Gli alpinisti manovrano le imbarcazioni passando accanto a lastroni di ghiaccio.

Arrivo al campo base

La montagna si trova in una zona ripida e completamente fuori mano. Questa spedizione è stata organizzata tra l’altro senza avere materiale cartografico preciso. Chiaramente è difficilissimo reperire cartine dettagliate: la montagna infatti è completamente isolata. Il team decide di allestire il campo base su di un’area a circa 50 metri sul mare, e non, come ipotizzato in precedenza, sull’isola Bäreninsel posta di fronte. In questo modo è più pratico, e soprattutto, è possibile dimenticarsi per un po’ dei gommoni e del mare rabbioso. Dopo aver piantato la tenda per mangiare e le due tende per dormire, Simon, Daniel e Roger si occupano subito della suddivisione del materiale alpinistico, mentre Thomas e Jost si dedicano a tutto il restante e abbondante materiale, ai gommoni e alla comunicazione esterna. Il campo offre una magnifica vista sui fiordi.

La big wall si staglia imponente nell’ombra
Simon, Daniel, Thomas e Roger salgono subito sul ghiacciaio in direzione dei piedi della parete. Non vedono l’ora di esaminare finalmente la big wall dal basso. Il dislivello dal campo base all’inizio della big wall è di 590 metri, la marcia a piedi dura poco meno di due ore. Oggi il team è salito e sceso più volte, portandosi dietro chili e chili di materiale alpinistico. I ragazzi hanno percorso già sette tiri e mezzo. Simon e Thomas si tuffano persino per breve tempo in mare per rinfrescarsi. Roger invece preferisce evitare questo shock termico, visto che si è già congelato abbastanza durante la traversata in mare. La temperatura dell’acqua è di 3 gradi, mentre la temperatura dell’aria al sole è di 20 gradi: una temperatura decisamente inconsueta per la Groenlandia, addirittura elevata per portar su il materiale.

La montagna si chiama Grundtvigskirken
Sulla big wall non abbiamo constatato tracce di scalate precedenti. Dopo aver scoperto un paio di giorni prima il nome della nostra montagna, abbiamo saputo che nel 1999 un team svedese aveva effettuato numerose arrampicate proprio sulla Grundtvigskirken. Gli svedesi avevano scalato due cime percorrendo il lato sud-est in 25 tiri. La nostra parete si trova però sul lato nord-est.
 
Sulla cima!
I venti tiri preparati dagli alpinisti nei giorni precedenti sono stati effettuati nel giro di cinque ore. A questi hanno fatto seguito 150 metri di dislivello attraverso un canale ghiacciato su di una distesa di neve. Il grado di difficoltà dell‘arrampicata era di 8, e comprendeva numerosi passaggi di fessure e in aderenza. La struttura della roccia era in parte quasi liscia. In alto la parete della cima si innalza nuovamente in verticale, rendendo l’impresa sempre più difficile per il team. Nel frattempo il gruppo aveva depositato  su di una piccola  sporgenza rocciosa a 600 metri di altezza complessivamente 250 chili di utensili alpinistici, e cibo e bevande per cinque giorni. (Scritto da Natascha Knecht).

Tutti i giorni live dalla big wall
Tutti i giorni, Daniel, Roger e Simon raccontano la loro prima in Groenlandia, live e via satellite dalla big wall, mentre il fotografo Thomas Ulrich inoltra foto e video. Seguite le avventure del team durante la loro spedizione su http://blog.tagesanzeiger.ch/outdoor/

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