Gino Perini, Guida Alpina, 1961

“Non c’è una disciplina preferita, a 48 anni ho maturato la consapevolezza che tutto quello che è montagna vissuta da solo, o con clienti/amici, è capace di emozionarmi. Non ho mai interpretato la montagna come un traguardo sportivo personale, ho sempre cercato di condividere gli obiettivi con chi, come me, ha voglia di apprezzare l’autenticità di una giornata “vissuta”
indipendentemente dal traguardo raggiunto e aldilà delle proprie capacità tecniche.” Questo è il pensiero di Gino, grande promotore dell’arrampicata e dello scialpinismo nel Centro Italia insieme ad Agostino Cittadini in veste di organizzatore/tracciatore. Istruttore del Soccorso Alpino, tecnico di elisoccorso, ama anche veleggiare con il suo parapendio e disegnare grandi curve a tallone libero (rappresenta il gruppo di giovani riders “fuoridipista”). Ha effettuato salite in Peru, Patagonia, è stato in Karakorum e si è innamorato delle cascate di ghiaccio canadesi e delle traversate in Norvegia. Sulle montagne di casa ha aperto falesie (come la famosa Roccamorice) vie e ha ripetuto prime salite invernali sul Gran Sasso e Monte Camicia, terreni che spesso non hanno nulla da invidiare in termini di severità alle grandi pareti alpine su cui anch’egli si è misurato.

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